Consumerismo

Abolire gli elenchi telefonici: e voi che ne pensate?

02_24_gdv_f1_505_mediumE’ ormai da qualche anno, da quando cioè Internet ha cominciato a prendere sempre più piede nella nostra vita quotidiana, che si discute dell’abolizione degli elenchi telefonici. Questi strumenti di consultazione vengono infatti considerati ormai obsoleti rispetto alla Rete. L’argomento è stato rilanciato qualche giorno fa dagli Stati Uniti, dove proprio online, è partita la campagna di un sito Internet che chiedeva di pronunciarsi sull’opportunità di abolire gli elenchi telefonici. In realtà la soluzione che è emersa è quella del cosiddetto opt-in: lasciare cioè libertà all’utente di decidere se accettare o meno gli elenchi. In Italia una prospettiva di questo tipo sarebbe quantomai opportuna, perché lascerebbe la possibilità a quella, purtroppo ancora larga fetta di popolazione non abituata ad usare Internet, di accettare i vecchi elenchi cartacei. Tutti gli altri invece, potrebbero così
alleggerirsi di un peso che ogni anno costa il taglio di 5 milioni di alberi. E voi cosa ne pensate di questa proposta? Anche voi siete per l’abolizione degli elenchi? Fatemi sapere cosa ne pensate.

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set  09
11
alle 04:38
da admin

Ultimo commento:

di giuseppe il 01/1/70

In ogni periodo storico l'arrivo di innovazioni industriali e tecnologiche ha sempre portato con ...


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4 Commenti to “Abolire gli elenchi telefonici: e voi che ne pensate?”

  1. tiberiade dice:

    va bene che si eliminano gli elenchei telefonoci per i motivi che adducete, m a internet non da’ sempre l affidabilita e la sicurezzadi avere un recapito telefonico e indirizzo ed e ancora troppo laboriosa la ricerca, troppo arzigogolata e non alla portata di tutti. meglio aspettare un po.

  2. alessandro dice:

    Salve a tutti.
    io lavoro in seat pagine gialle e quindi faccio un commento sicuramente “interessato” ma abolendo gli elenchi si chiude un’azienda che dà lavoro a circa 2000 persone in tutta Italia.
    Considerando che poi la carta utilizzata è riciclata (qual’è la fonte dei 5 milioni di alberi???) forse si possono cercare altre fonti di risparmio ambientale.
    Pensiamo solo all’acqua sprecata nelle fontane di tutta Italia per esempio, o alla corrente elettrica usata per le insegne dei negozi la notte o a tanti altri sprechi molto più gravi di questo. grazie

  3. Davide dice:

    Smettere di produrre delle cose vuol sempre dire tagliare dei posti di lavoro.
    Spegnere tutte le insegne dei negozi di notte significa lasciare a casa della gente dell’Enel e anche chi vende le insegne stesse! (perchè si consumerebbero molto meno)
    Io lavoro nel settore pubblicità e quindi anche io avrei degli svantaggi, per lo meno indirettamente, dall’abolizione degli elenchi telefonici…
    Se guardiamo sempre al nostro portafogli non cambierà mai niente! Forse è meglio guadagnare di meno, cambiare lavoro o coltivare le patate e intanto salvare il pianeta (con tutto che anche a me sembra un po’ strano il discorso dei 5 milioni di alberi… e comunque produrre e distribuire ha sempre un costo, di benzina per esempio… e i benzinai allora?!?!?!)

  4. giuseppe dice:

    In ogni periodo storico l’arrivo di innovazioni industriali e tecnologiche ha sempre portato con sè le resistenze di chi vedeva messo a rischio il proprio lavoro e l’entusiasmo di chi invece intravvedeva la possibilità di entrare sul mercato con delle novità concorrenziali. Non c’è dubbio che cercare di contemperare le due visioni è uno sforzo importante da fare, ma allo stesso tempo però, fermare le novità, fermare quello che qualcuno con parole grosse chiama il progresso, perché si teme di perdere il proprio orticello mi sembra decisamente antistorico. Se volessi essere più diretto potrei dire semplicemente: ma chissà quanti migliaia di posti di lavoro in più si potrebbero creare se si desse davvero spazio alle nuove tecnologie a fronte di tecniche ormai obsolete? E non facendolo si frustrano invece le aspettative di tantissimi giovani che aspettano di entrare nel mercato del lavoro. E poi, chissà quanti anche di quei duemila dipendenti della Seat potrebbero trovare una nuova attività e inventarsi una nuova professionalità. E’ vero, chi vive le stagioni di cambiamento a volte paga il prezzo più alto, perché professionalmente è costretto ad abbandonare il vecchio e non è pronto al nuovo. Ma è sempre stato così, sono cambiamenti epocali che fosre è meglio governare e affrontare. Sempre meglio che lasciarsi sommergere difendendo qualcosa che verrà comunque prima o poi soppiantato. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.

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