Commercio online: regole sempre più severe e trasparenti. E ci rimette anche eBay
Il commercio online cerca passo dopo passo di conquistarsi la fiducia dei consumatori italiani, tra i più restii a livello internazionale ad affidarsi allo shopping sul web. Che però le regole per le vendite in Internet diventino sempre più severe, garantendo di conseguenza maggiore sicurezza ai consumatori, lo si può verificare giorno dopo giorno. Ultimo esempio, clamoroso se vogliamo, è una sentenza dell’Autorità per la concorrenza e il mercato (Agcm) che ha preso di mira nientemeno che i eBay, il più famoso portale di vendite a livello mondiale. Sulla versione italiana di eBay era partita infatti una campagna pubblicizzata con il motto “Se non provi, non guadagni!”: in pratica il più famoso banditore di aste telematiche nel 2007 aveva offerto, per pochi giorni (dal 18 al 22 ottobre), la possibilità di vendere sino a
tre oggetti senza pagare il prezzo delle inserzioni. Tuttavia, in seguito alle segnalazioni dei consumatori e alle informazioni acquisite dal Garante del mercato, era stata ipotizzata una violazione al codice del consumo. Ora è arrivata la decisione finale dell’Agcm, che ha valutato come commercialmente scorretto il comportamento tenuto dalle società eBay International AG ed eBay Italia. Un messaggio promozionale infatti, ha spiegato l’Authority, è ingannevole se non indica, subito e chiaramente, le informazioni necessarie al consumatore medio per adottare una decisione consapevole, alterandone così il comportamento economico; e un servizio non può essere considerato gratuito nell’ipotesi di rimborso. Si tratta di decisioni importanti, perché fanno chiarezza nel modo di fare commercio online: innanzitutto infatti suonano di avvertimento per i siti che volessero adottare in futuro tecniche scorrette, e poi rendono noi consumatori più consapevoli di quali debbano essere i nostri diritti quando facciamo shopping sul web.
da giuseppe
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