Risparmi, consumatori, crisi

Energia elettrica: la soluzione per risparmiare è online

contatore-eneljpgDopo il preventivatore per Rc auto messo in piedi sul sito dell’Isvap e di cui vi ho parlato qualche tempo fa, ora arriva un’iniziativa analoga per quanto riguarda il consumo di energia elettrica. L’opportunità di trovare la soluzione per risparmiare più adeguata alle proprie esigenze si trova questa volta sul sito dell’Autorità dell’energia e permette, inserendo alcuni dati personali di confrontare le offerte più appetibili sul mercato. Questo in un periodo in cui non solo la crisi spinge molte famiglie a trovare ogni sistema utile per contenere le spese. Ma ad allargare il ventaglio di offerte è stata anche la discesa del prezzo del petrolio che ha avuto come conseguenza il contenimento dei costi di tutte le altre forme di energia. E’ per questo che ci sono sempre più competitor che

si affacciano sul mercato e che vanno a coprire fasce sempre più ampie di territorio. In questo senso è dunque fondamentale capire se la propria area di residenza presenta un certo numero di concorrenti pronti ad offrire a prezzi diversi l’energia elettrica. E’ per questo che la schermata della pagina web dell’Autorità che vi permette di confrontare le diverse opportunità vi chiede tre informazioni: il cap del Comune di interesse,
il consumo annuo, basato sulle vostre previsioni o sul consumo storico (che è facilmente reperibile sulla bolletta) e la tipologia di offerta alla quale si è interessati.

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lug  09
30
alle 01:42
da giuseppe

Ultimo commento:

di Andrea Moro il 01/1/70

Il vero problema è che non devono perdere tempo a fare questi strumenti per mostrare chi fa risp...


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Un Commento to “Energia elettrica: la soluzione per risparmiare è online”

  1. Andrea Moro dice:

    Il vero problema è che non devono perdere tempo a fare questi strumenti per mostrare chi fa risparmiare due centesimi al KW, ma devono iniziare loro a togliere o ridurrre del 50% le spese che loro stessi impongono.

    Faccio un esempio. Su una bolletta di 100 euro il 33,3% è di spese di corrente, il 33,3% è di spese imposte dall’autorità che vanno sotto le voci di (non necessariamente scritte così ma ci capiamo) quota dispacciamento, quota contatore, quota energia reattiva ecc. ecc.

    L’altro 33,3% va di imposte varie, a partire dal comune che non si sà che cosa si deve prendere su quella fornitura, sulla regione che forse ci metterà qualche suo impiegato a pedalare con la dinamo all’odiatissima IVA che solo noi in Italia abbiamo al 20% gli altri paesi massimo che anno è al 19% e in alcune nazioni (UK per esempio in questo periodo di crisi per aiutare VERAMENTE i consumi l’hanno abbassata al 15% – questo è un segno tangibile di voler aiutare le famiglie non il kit scuola o la social card dei miei stivali NDR.)

    Ora se intanto per quanto si mettesse l’iva, 20% prima delle altre varie imposte regionali (e ricordo che siamo l’unico paese che paga per questo le tasse sulle tasse e tutti si burlano di noi quando lo racconto in giro). Già avrebbero tolto su quei 100% circa un 5% di extra spese.

    Incominciassero poi a portate al 50% quelle spese che l’authority gestisce e si arriverebbe a pagare di meno il 20% circa, con un risparmio che si traduce in soldoni (sull’esempio di 100 euro fisse al mese, ammesso che ci si riesca) di 200 euro l’anno. Così senza averto fatto nulla, solo togliendo tasse inutili che non vanno mai a nostro favore.

    Ci vuole tanto a farlo? Forse si, i soliti noti del resto devono lucrare sulle nostre spalle!!

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