Il miracolo dell’otto per mille: quello dato allo Stato finisce lo stesso alla Chiesa cattolica
Ecco una notizia che certamente non farà piacere a tutti quelli che, in buona fede, è proprio il caso di dirlo, hanno deciso di destinare allo Stato l’otto per mille invece che a una delle Chiese presenti nella dichiarazione dei redditi. Ebbene, sappiate che quei soldi per un “miracolo legislativo” sono finiti comunque alla Chiesa, in particolare a quella cattolica. A mettere in evidenza la cosa è un’inchiesta condotta dal quotidiano la Repubblica, che spiega quale sia il meccanismo alla base di questa faccenda davvero poco chiara. L’inghippo, se così lo vogliamo chiamare, sta nell’Atto n.121 del Governo, trasmesso alla Camera il 23 settembre, che stabilisce che i soldi vadano allo Stato ma entrino di diritto nella piena discrezionalità del capo del governo, per quanto attiene al loro utilizzo. Ed è così che i circa 43 milioni che
gli italiani hanno destinato con l’otto per mille allo Stato, vengono distribuiti attraverso finanziamenti al restauro, ad esempio, di chiese e monasteri (ben 26 in tutta Italia nel solo 2009): nulla di male se non fosse che queste voci potrebbero benissimo usufruire della quota dell’8 per mille già destinata alla Chiesa cattolica. E l’elenco delle opere finanziate in questo modo è lungo ben 17 pagine, un documento che alla fine porta la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tutto come stabilito appunto dall’Atto n. 121. E per chi non riesce a digerire questa mancanza di chiarezza che porta a finanziare con i propri soldi una confessione religiosa quando invece si sarebbe voluto finanziare in modo altrettanto legittimo iniziative di tipo laico che facciano capo allo Stato, c’è solo una piccola speranza. Il famigerato Atto n.121 infatti è stato sottoposto a parere parlamentare delle sole commissioni Bilancio. Quella della Camera lo ha già espresso in modo positivo lo scorso il 27 ottobre, quella del Senato invece dovrebbe farlo nei prossimi giorni, e chissà che qualcuno non ci ripensi.
da giuseppe
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