Lavorare in tempo di crisi: ecco i mestieri più ricercati e che nessuno vuole fare
Quante volte abbiamo sentito usare espressioni del tipo: “Cerchi un idraulico e non lo trovi mai!”, oppure “Cerchi un elettricista e non lo trovi mai”. Ecco, se prima queste erano espressioni scherzose, ora la loro realtà viene certificata da una ricerca di Confartigianato sul fabbisogno di manodopera, in particolare nel settore delle piccole imprese e dell’artigianato. Ebbene, quello che viene fuori è che, a fronte di circa 90mila nuovi posti di lavoro che dovrebbero essere creati nei prossimi mesi, ben 30mila di essi potrebbero rimanere scoperti, perché mancano persone disposte a fare i mestieri necessari. E questo alla faccia di tutte le chiacchiere da bar che spesso si fanno sugli immigrati che verrebbero a rubare il lavoro in Italia. Una sensazione ancora più evidente se
si guarda alla lista dei mestieri dimenticati, perché non si tratta certo di lavori degradanti, anzi tutt’altro. Al primo posto dei “ricercati” ci sono parrucchieri ed estetisti: ne mancano all’appello ben 3.210, cioè il 49% del totale dei posti disponibili. Un’altra categoria con forti carenze è quella degli elettricisti: rispetto alle esigenze di 9.850 ne mancano all’appello 2.840, pari al 28,8% del totale. Ed ancora, il deficit di meccanici è di 1.640 unità e di idraulici 1.560. Anche il mondo dell’edilizia deve fare i conti con questo grosso problema: ad esempio le piccole imprese edili hanno assunto 3.160 carpentieri contro i 4.500 di cui in realtà avrebbero bisogno.
da giuseppe
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