Tariffe: l’Antitrust prende di mira geologi e psicologi
Ogni tanto in Italia ci accorgiamo d’incanto di essere un Paese in cui la concorrenza ancora non funziona. Soprattutto nel campo delle libere professioni. A ricordarcelo, ultimamente con una certa regolarità , è l’Autorità per la concorrenza e il mercato, la cosiddetta Antitrust, che periodicamente apre un’inchiesta, o meglio un’istruttoria, per capire come funzionano le tariffe in certi ambiti professionali. L’ultimo procedimento avviato riguarda geologi e psicologi, i cui codici deontologici prevedono delle ristrettezze che secondo l’Antitrust prefigurerebbero una violazione della libera concorrenza, di qui l’iniziativa di aprire un’istruttoria. In particolare, per entrambe le professioni prese in esame, ci sarebbero dei regolamenti interni, come detto di carattere deontologico, che stabilirebbero
la necessità , per una questione di decoro professionale, di quello che potremmo definire una sorta di minimo per quanto riguarda i compensi. Secondo l’Autorità , però, disposizioni di questo tipo potrebbero reintrodurre forme di minimi tariffari non violabili per iscritti ai due ordini, che rappresenterebbero una violazione della legge. Chissà se qualcuno dei professionisti in questione deciderà di anticipare i tempi ed applicare tariffe più libere e concorrenziali: fatemelo sapere, sarebbe il segnale che l’Antitrust avrebbe già raggiunto il suo scopo con un semplice atto di deterrenza.
da giuseppe
Ultimo commento:
di lella il 01/1/70
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luglio 17th, 2009 at 13:52
Sono un geologo e vi posso assicurare che, in generale, siamo una categoria che si scanna al ribasso senza pari… relazioni geologiche e geotecniche che dovrebbero porre le basi per una buona progettazione svendute anche a meno di 500 euro pur di portare a casa il lavoro fregare il collega e tenersi buoni i committenti… tutto questo si capisce a scapito della qualità del prodotto.
luglio 17th, 2009 at 14:04
Altro geologo, posso solo confermare quanto detto da Maurizio.
E’ già da prima dell’abolizione dei minimi tariffari (mai applicati) che spesso la nostra professionalità viene svenduta e piegata alle richieste del cliente.
Siamo una categoria (ahimè) debole e poco capace di tutelare i propri interessi, contrariamente a quanto affermato nell’articolo.
ottobre 9th, 2009 at 18:32
Confermo, siamo la categoria più mal messa, non solo il minimo tariffario prima ancora di Bersani non veniva mai applicato, se non per i lavori pubblici e scontato del 20%, ma la distanza dai minimi tariffari è così elevata che se io fossi un committente mi preoccuperei molto di cosa contiene una relazione pagata a così basso, basso, prezzo.
Se io mi faccessi scorazzare per un cliente con un taxi per una mattina, il guadagno del taxista sarebbe il quadruplo, almeno il quadruplo del mio.
Con il prezzo di una relazione geologica per una villetta, ci comprate un forno ed una lavastoviglie, economiche però. Però c’è anche chi ve la fa al prezzo di una lavatrice…
Poi non lamentatevi se avete problemi.
L’Ordine professionale nacque per ovviare a questi prezzi così bassi che servono solo a giustificare una copertina timbrata inserita in una pratica.
Il privato poi chi è? al 90% è una s.r.l. immobiliare, vi lascio immaginare come ci tritano, sul prezzo, gente che ha due palle così, che vuole il lavoro per ieri e ti pagherà a natale.
Che non gli importa proprio nulla di nulla di cosa scrivi sulla relazione, basta ottenere la concessione senza grane.
Se potesse vorebbe una fattura gonfiata altro che in nero.
Scusate lo sfogo, ma sono innamorato della mia professione, e mi rattrista vedere colleghi che non arrivano alla fine del mese e si fanno mantenere da mogli o altro.
novembre 14th, 2009 at 23:55
Sono una psicologa.lo stesso vale per noi.i pz. ti dicono sempre che sei cara, che altri colleghi costano la metà ,ecc., anche quando consegni loro relazioni psicodiagnostiche che ti impegnano per ore e ore. dietro queste relazioni c’è tutto un lavoro intelletrtuale che ti assorbe, e delicatissimo.lo stesso succede per le psicoterapie.ma è mai possibile che ci siano ancora colleghi che si fanno pagare 50 euro a seduta? se fatturi, paghi le tasse ,lespese di gestione dello strudio, ecc, non puoi certo farcela.ma l’ordine deve però combattere l’abusivismo e sostenere chi rischia inprima persona.siete daccordo?