crisi, economia

Addio ascensore sociale: i ricchi sempre più ricchi, i poveri sempre più poveri

iconta tasse2206_icoQuello di cui voglio parlarvi in questo post non è un fenomeno che può essere imputato all’attuale crisi economica. Si tratta di un’evoluzione che si è sviluppata nel corso di decenni e che oggi, in piena crisi, si manifesta con tutta la sua drammaticità. Mi riferisco a quel fenomeno che può essere ben riassunto con l’espressione che “i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri”. Una dinamica che spesso in passato associavamo per eccellenza ai Paesi del Sudamercica, dove si diceva che il gap tra ricchi e poveri diventasse sempre più ampio. Ebbene, adesso il problema ce lo abbiamo anche dentro casa nostra, in Europa. L’allarme arriva in maniera specifica dall’Inghilterra, ma riguarda allo stesso modo tutti i Paesi europei, Italia in testa. Secondo infatti una ricerca del professor John Hills della
London School of economics, nel Regno Unito il divario tra ricchi e poveri è il più ampio dalla seconda guerra mondiale a oggi. In pratica il 10% più ricco del Regno ha redditi superiori 100 volte quelli del 10% più povero. Non a caso la ricerca si intitola proprio “Anatomia della disuguaglianza”, e spiega come questo gap economico inizi fin dall’asilo: a quell’età secondo il professor Hills100 sterline al mese di differenza nel reddito corrispondono a 30 giorni di rallentamento nello sviluppo intellettuale. Il panorama che ne viene fuori è dunque quello di un Paese immobile, nel quale chi nasce ad un livello economico alto ci rimane o lo migliora, e chi nasce ad un livello economico basso se gli va bene ci rimane, altrimenti il più delle volte lo peggiora. Addio dunque al cosiddetto ascensore sociale, che dovrebbe permettere a chiunque di migliorare la propria posizione. Si tratta di meccanismi perversi, che purtroppo vediamo funzionare con grande efficacia quotidianamente anche in Italia. Forse anche qui da noi sarebbe il caso allora che qualcuno analizzasse il fenomeno in maniera approfondita cominciando fin d’ora a studiare possibili alternative.

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gen  10
28
alle 02:33
da giuseppe


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