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Class action: ora il rischio è di diventare ridicoli se ognuno si fa la sua

class_action1140_imgDal primo gennaio è scattata ufficialmente anche in Italia la possibilità di fare delle class action, ovvero delle azioni legali di risarcimento in gruppo. Non voglio qui soffermarmi sulle tante critiche che la legge varata nel nostro Paese ha raccolto finora, argomento che ho affrontato in un precedente post. Piuttosto vorrei fare il punto su tutte le class action che nel giro di pochi giorni sono state annunciate. Sono tante, troppe, al punto che sembra che ognuno voglia farsi la sua, soprattutto a livello di associazioni dei consumatori. Con il rischio che lo strumento della class action perda di valore. Un rischio sottolineato anche dal presidente dell’Antitrust Catricalà che ha esplicitamente invitato le associazioni dei consumatori a
sfruttare il nuovo strumento “a tutela di interessi seri, radicati e ricchi di contenuti”. Ma vediamo nel dettaglio quali sono le class action finora annunciate: c’è quella contro Microsoft e il suo Internet Explorer, contro le banche in generale per i costi del conto corrente e più nello specifico contro Unicredit, poi ci sono le class action annunciate da più parti contro Trenitalia per ritardi e disagi. E come non dimenticare l’azione collettiva annunciata contro la Tangenziale di Napoli per l’aumento delle tariffe, fino a quella che si vuole intentare al Comune di Venezia per il fenomeno dell’acqua alta di queste ultime settimane. Insomma ce n’è per tutti i gusti e sono certo che l’elenco aumenterà nelle prossime settimane. Speriamo davvero che, come accennato, tutto questo agitarsi non faccia finire a barzelletta uno strumento come la class action atteso da anni dal mondo dei consumatori.

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gen  10
11
alle 03:30
da giuseppe


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