Leggi, consumatori, economia

Il 2010 sarà l’anno della class action all’italiana

class_action_banca_codacons[1]Finalmente dopo tante attese, discussioni, polemiche e rinvii, dal primo gennaio di questo nuovo anno anche nel nostro Paese la class action è realtà. Si sana dunque una disparità colossale rispetto ad altri Paesi occidentali dove da tempo è possibile fare delle cause comuni contro uno stesso soggetto. Da noi questa possibilità fu introdotta nel 2008 dal governo Prodi nell’allora legge finanziaria, solo che, a causa di numerosi rinvii sui regolamenti attuativi, non era mai realmente entrata in funzione. Ora ecco finalmente il momento del via libera definitivo. Certo i limiti sono tanti: ad esempio
si potranno intentare cause comuni per illeciti commessi solo a partire dallo scorso 16 agosto 2009, e quindi restano fuori i due più grossi scandali finanziaria della storia economica italiana, e cioè Cirio e Parmalat. Molte sono inoltre le procedure che a detta delle associazioni dei consumatori andranno riviste e migliorate. In ogni caso sono stati in molti a sfruttare da subito la nuova opportunità. Sono infatti numerose le class action che si annunciano ai nastri partenza: da quella contro la Microsoft fatta da un gruppo di consumatori toscani, a quella contro Trenitalia voluta da alcune associazioni dei consumatori per ritardi e disservizi delle ferrovie, a quelle contro alcuni uffici della pubblica amministrazione. E sì perché sarà possibile intentare una class action anche contro lo Stato, solo che in questo caso, ecco un altro dei limiti della legge, non si potrà ottenere un risarcimento economico, ma solo l’esecuzione del servizio che si ritiene sia stato fornito in maniera non soddisfacente.

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gen  10
5
alle 11:19
da giuseppe


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