Trenitalia: dopo ritardi e disguidi tecnici, ora anche una condanna per pubblicità ingannevole
Non bastavano ritardi e inconvenienti tecnici, che hanno causato inquesti mesi svariate proteste dei viaggiatori, ora le Ferrovie dello stato, o meglio Trenitalia, come si chiama ora, è stata condannata dall’Antitrust anche per pubblicità ingannevole. L’ennesima dimostrazione che attualmente la situazione delle nostre ferrovie non è proprio delle migliori e che ci vorrebbe una regolata non da poco. L’Autorità garante per la concorrenza e il mercato ha appuntato la sua attenzione in particolare su un’offerta che questa estate prevedeva la possibilità di ricevere il rimborso del biglietto di andata e ritorno a seguito della
prenotazione di un soggiorno presso una delle strutture alberghiere aderenti alla promozione. Ebbene, alcuni consumatori hanno protestato, perché il messaggio promozionale poteva trarre in inganno e far assumere determinate decisioni commerciali che altrimenti non sarebbero state prese. Risultato: Trenitalia è stata condannata a pagare una multa di 25mila euro. Direte che è una cosa irrisoria per un’impresa delle dimensioni di Trenitalia e non avete torto. Però da un punto di vista dell’immagine è un altro colpo che si abbatte su un’azienda che in questo momento non gode certo di una buona reputazione.
da giuseppe
Ultimo commento:
di giuseppe il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento








maggio 2nd, 2010 at 18:07
Trenitalia:
altra pubblicità ingannevole è quella attuale per Frecciarossa che dice: prenota 15 gg prima e risparmi il 30 % su tutte le destinazioni, ma i posti quando ti servono, praticamente non ci sono anche se prenoti 6 mesi prima.
Inoltre sulle linee ad Alta Velocità , sono scomparsi gli Eurostar, molto più economici e con tempi di percorrenza di poco superiori.
Poi ci si lamenta se i trasporti avvengono prevalentemente su gomma…..
maggio 3rd, 2010 at 11:34
Fai bene a segnalare queste inadempienze. Come sai Ditascanostra è pronto a dare spazio a queste precisazioni, perché solo così, facendosi sentire, c’è qualche speranza di cambiare le cose.