Trenitalia: i pendolari protestano e Moretti se ne lava le mani
Ennesima uscita spericolata dell’amministratore delegato di Trenitalia Moretti. Dopo aver definito la tragedia di Viareggio in cui persero la vita una trentina di persone uno spiacevole incidente, ora ha preso di mira le proteste dei pendolari, pronti in molti casi ad agire contro le Ferrovie con delle class action per le condizioni disumane in cui tutti i giorni sono costretti a viaggiare. “Le proteste dei pendolari ci saranno sempre. Nei giorni feriali e nelle ore di punta l’affollamento è tale che è veramente difficile avere treni e posti per tutti. È un problema mondiale, è difficile avere una flotta dimensionata per quelle due ore”. Così Moretti ha voluto liquidare la faccenda. Insomma, inutile agitarsi troppo e intentare cause collettive, tanto il problema resta. Un modo troppo facile per lavarsi le mani di fronte ad un problema che investe ogni giorno centinaia di migliaia di utenti. Anche perché poi se si va a verificare la pratica applicazione del Regolamento europeo in tutela dei passeggeri, voluto a livello comunitario, si scoprono realtà ben diverse. In Spagna, ad esempio,
in caso di ritardo superiore a un’ora il viaggiatore ha diritto a un indennizzo in denaro corrispondente al 50% del prezzo del biglietto. In Germania poi, dove pure in generale valgono regole molto simili all’Italia, succede però che nel caso un treno con arrivo previsto tra mezzanotte e le cinque del mattino abbia un ritardo previsto di un’ora, il passeggero ha diritto a servirsi – a carico della Deutsche Bahn – di un mezzo di trasporto alternativo per una spesa che può arrivare a 80 euro. Insomma le nostre Ferrovie potrebbero fare molto di più, e non liquidare la faccenda dei disservizi come un male a cui farci l’abitudine.
da giuseppe
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