Archivi della categoria ‘economia’
Casinò: continuano le polemiche sul progetto del ministro Brambilla
Continua a far discutere in modo animato la proposta del ministro per il Turismo Michela Vittoria Brambilla, che vorrebbe aprire nuovi casinò in Italia. Dopo la replica nettamente contraria della Confcommercio, ora le critiche sulle possibili nuove case da gioco arrivano dall’associazione dei consumatori Adoc. Quest’ultima in particolare non è contraria in toto ai nuovi casinò, piuttosto contesta il fatto che le nuove case da gioco vengano aperte all’interno degli alberghi e che per giocare si debba per obbligo pernottare nell’hotel stesso. Secondo l’Adoc questa pratica configurerebbe una grave Continua a leggere… »
da giuseppe
Class action: da noi si scherza, negli Usa ne parte una seria contro Toyota
Nel nostro Paese si fa un gran parlare di class action. Da quando il primo gennaio scorso è entrata in vigore la norma che permette le azioni collettive sono fioccate le iniziative. Peccato che, come già sottolineato anche su Ditascanostra, il fiorire di class action potrebbe portare anche ad una svalutazione dello strumento stesso. Importante sarebbe invece sfruttare gli strumenti che la legge italiana mette a disposizione che pure sono purtroppo limitati, per utilizzarli nella maniera più efficace. E soprattutto bisognerebbe evitare che per interessi di bottega e di primato, ad esempio ogni singola associazione dei consumatori lanci la propria azione collettiva. L’esempio deve venire dagli Stati Uniti dove la class action esiste da tempo e funziona davvero alla grande. Ecco magari si potrebbe prendere come cartina di tornasole proprio l’ultima importante quanto clamorosa Continua a leggere… »
da giuseppe
Scandalo generi alimentari: ecco la classifica degli aumenti più incredibili
Una vera e propria classifica che fa a dir poco impressione: sto parlando di quella degli aumenti dei generi alimentari, i cui prezzi sono cresciuti in maniera abnorme. Se non ci credete ecco qualche esempio: in testa c’è il pane con un +1.745% (avete letto bene, dico e scrivo millesettecentoquarantacinque…), a seguire le carote a quota +1.050%, poi la pasta a +490% e l’uva da tavola che si ferma a un comunque ragguardevole +422%. A fornire questa dolente lista è la Coldiretti, che aggiunge che in questa triste top ten si devono inserire anche Continua a leggere… »
da giuseppe
Ultimo commento:
di giuseppe il 01/1/70
Bollette di luce e gas: ancora in pochi approfittano del mercato libero. Ecco perché
Come al solito i numeri parlano chiaro: solo otto famiglie su cento hanno scelto il mercato libero dell’elettricità e solo 7 su cento hanno optato per le offerte concorrenziali di quello del gas. Insomma il famoso mercato libero dei servizi stenta a decollare, con il risultato che la maggioranza degli italiani preferisce restarsene nel cosiddetto mercato tutelato. Ad evidenziare questo fenomeno è l’associazione dei consumatori Adiconsum, che prova anche a rilevare quali siano le cause di questa mancanza di fiducia nel mercato libero. In parole povero il problema è legato soprattutto a pratiche commerciali scorrette che allontanano i consumatori. Ad esempio, molto spesso a carico dei consumatori vengono addebitati in bolletta Continua a leggere… »
da giuseppe
A proposito di moratorie: dopo il blocco dei mutui ora arriva quello delle tasse?
Da qualche giorno le banche hanno fatto scattare la moratoria sulle rate dei mutui, come riportato anche da Ditascanostra. Ma per andare incontro alle esigenze delle famiglie più disagiate in questo periodo ci vorrebbe ben altro. E allora proprio prendendo spunto dal blocco delle rate del mutuo, l’associazione Federcontribuenti lancia un’iniziativa interessante: avviare una moratoria sulle tasse. In pratica, permettere alle famiglie più disagiate di rimandare per quest’anno il pagamento delle imposte, dilazionando in tempi futuri il rientro con gli arretrati. Sarebbe davvero un modo pratico e reale per diminuire il carico di spese su famiglie che Continua a leggere… »
da giuseppe
Commercio online: a rischio la libertà d’impresa. Potrà vendere solo chi già lo fa con un negozio
Ancora una volta a livello di Unione europea si mettono in movimento potenti lobby economiche che cercano di far prendere decisioni a discapito dei consumatori. Questa volta nel mirino è finita la nuova legge che dovrebbe regolamentare l’e-commerce. Alcune grandi marche, soprattutto quelle del lusso, stanno iniziando a premere affinché venga approvata una norma che limiti la possibilità di vendere online solo a chi già possiede negozi reali, ovvero una struttura di mattoni e malta (brick and mortar), usando un’espressione gergale anglosassone. Addio dunque a tutte quelle piattaforme nate proprio su Internet e che fin dall’inizio hanno fatto del commercio online la loro stessa natura d’essere. I promotori di questa idea, cioè le grandi marche come detto, sostengono che Continua a leggere… »
da giuseppe
Apertura di nuovi casinò: commercianti all’attacco del ministro Brambilla
Non è neanche ancora iniziato l’iter della legge che dovrebbe favorire l’apertura di nuovi casinò e già infiamma la polemica. Protagonisti sono da una parte il mondo del commercio rappresentato in particolare dalla Fipe, organizzazione che raccoglie oltre duecentocinquantamila pubblici esercizi e un milione di lavoratori, nettamente contraria al provvedimento. Dall’altra invece il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, promotrice della legge. Secondo la Fipe la nascita di nuove case da gioco porterà più danni che benefici. Il mondo dei casinò sta vivendo un momento di grande difficoltà, quindi mentre nel resto del mondo i casinò negli hotel stanno chiudendo e per funzionare devono essere inseriti in contesti fortemente strutturati, in Italia si sta pensando a Continua a leggere… »
da giuseppe
Incentivi auto, l’altra faccia della medaglia: a rischio migliaia di posti di lavoro
Il governo non riesce ancora a prendere una decisione definitiva sui nuovi incentivi auto. Un senso di incertezza e un perdurante indecisionismo che potrebbero avere effetti molto gravi. E non solo per quello che riguarda le vendite, ma soprattutto per i rischi che si andrebbero ad addensare su migliaia di posti di lavoro. Proprio ieri sono stati resi noti i dati sulle vendite di gennaio che hanno fatto scattare un falso entusiasmo, visto che parlavano di un circa +30% di immatricolazioni. Un dato evidentemente falsato da due motivi: dagli incentivi di dicembre che hanno fatto slittare a gennaio alcune consegne, e dal fatto che Continua a leggere… »
da giuseppe
Prestiti: la crisi provoca il boom dei mini-finanziamenti
Se ci sono italiani alle prese con i mutui e con le difficoltà per pagarne le rate, molti altri addirittura non sono neanche in condizioni di richiedere grosse cifre alle banche. Si sta sviluppando allora il settore dei cosiddetti micro-prestiti. Si tratta di mini-finanziamenti richiesti per andare incontro alle difficoltà economiche causate dalla vita di tutti i giorni. Bollette da pagare a fine mese, acquisto di un elettrodomestico o nei casi più estremi anche solo per fare la spesa alimentare. Altro che mutui per la casa o finanziamenti per l’acquisto di un’automobile. Per tanti infatti, la disoccupazione oppure lo stop agli straordinari, per chi un lavoro ancora ce l’ha, hanno causato il taglio di Continua a leggere… »
da giuseppe
Le briciole della crisi: si lavora di meno, ma in compenso si guadagna qualche spicciolo in più
Non so proprio quanto possa essere di consolazione: sta di fatto che l’Istat, dopo aver annunciato sensibili cali di occupazione, con i senza lavoro che hanno raggiunto livelli record, oggi ha voluto addolcire la pillola annunciando che comunque chi lavora perlomeno ha guadagnato qualcosa in più rispetto al passato. Stiamo parlando di spiccioli naturalmente. In particolare gli ultimi dati forniti dal nostro Istituto di statistica riguardano le retribuzioni orarie. Che in realtà, a guardar bene i numeri crescono meno dell’anno precedente: nel 2008 infatti si era segnato un +3,5%, l’anno scorso si è toccato quota +3%. Solo che siccome negli scorsi mesi l’inflazione è stata molto più bassa, con cifre pari a circa lo 0,8%, allora in pratica il potere di acquisto dei lavoratori è cresciuto molto di più. E’ stato fornito anche Continua a leggere… »
da giuseppe







