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News, consumi, crisi, economia

Addio al Big Mac: la crisi fa chiudere anche i Mc Donald’s

bigmac-1Per il momento è successo in Islanda, ma chissà che da qui a qualche tempo non possa avvenire anche in Italia. Mc Donald’s, la più popolare catena di fast food del mondo, ha dovuto chiudere i battenti perché il costo del celeberrimo Big Mac che in Islanda era già di 3,50 euro, a causa della crisi e della necessità di importare il pane dalla Germania sarebbe dovuto salire a quota 4,25 euro, un prezzo ritenuto improponibile, quindi meglio chiudere. Il confronto con l’Italia non è casuale. Infatti il prezzo di 3,50 euro è uno dei costi massimi pagati in Europa per un Big Mac e, guarda caso, è proprio la spesa che bisogna sostenere in un Mc Donald’s italiano per mangiarsi il famoso panino all’hamburger. Quindi, come non immaginare che anche in Italia se la situazione dovesse precipitare dal punto di vista Continua a leggere… »

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nov  09
4
alle 03:33
da giuseppe

Ultimo commento:

di silvano il 01/1/70

era ora , cosa meglio di gustarsi un bel piatto naturale di spaghetti al pomodoro e parmigiano!

Consumerismo, Leggi, economia

Buoni pasto: valori da rivedere, oggi al massimo si mangia un panino e una bibita

buonoCosa si riesce a mangiare oggi con un buono pasto? Secondo molti davvero poco, visto che il loro valore è fermo da tempo alla cifra di 5,29 euro, con la quale onestamente forse, se si è fortunati, in città si riesce ad acquistare un panino e una bibita. Altro che pranzo. Una denuncia precisa in questo senso viene dall’associazione dei consumatori Adoc, che chiede di adeguare il valore dei buoni pasto a quelli che sono gli standard europei. La stessa Adoc fa anche sapere che il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, competente in materia, sarebbe intenzionato a rivedere il valore attribuito ad ogni ticket con conseguenti vantaggi per i consumatori. Tra i Paesi da tenere come riferimento in questo senso ci sarebbe il Portogallo dove il singolo buono pasto vale ben Continua a leggere… »

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ott  09
16
alle 01:12
da giuseppe

Lavoro, Unione Europea, consumatori, economia

Prezzi di nuovo in salita: un’anomalia tutta italiana

euro banknotesI prezzi alla produzione scendono, quelli al consumo salgono. E’ uno strano meccanismo quello che ha registrato l’Istat in Italia nel suo ultimo rilevamento che riguarda il mese di agosto. E’ come se le cose costassero di meno alle industrie che le realizzano, e venissero poi invece fatte pagare di più al consumatore, un meccanismo appunto del tutto anomalo. Una constatazione che ha subito scatenato le ire delle associazioni dei consumatori, che per l’ennesima volta definiscono inaccettabile ciò che accade in Italia sempre a spese dei consumatori. A parlare d’altronde sono i numeri: infatti, nonostante il calo dei prezzi alla produzione industriale del -7,5% (luglio 2009 rispetto a luglio 2008), nonostante la diminuzione del costo del petrolio del -36%, che influisce sui costi di produzione, e nonostante il calo del grano del Continua a leggere… »

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ago  09
31
alle 05:29
da giuseppe

crisi, economia

Un trilione! Guarda quanti soldi sono

paperone_01Ho ricevuto questo curioso quanto interessante spunto da Simone Sellerio che ringrazio. In tempi di crisi finanziaria infatti, si sentono citare cifre astronomiche di denaro nei notiziari televisivi: centinaia di milioni di euro, bilioni e trilioni di dollari. Neanche riusciamo ad immaginare cifre simili, neanche abbiamo la vaga percezione del loro valore autentico noi comuni mortali. Probabilmente neanche Zio Paperone, avvezzo ai suoi fantastiliardi, riuscirebbe a raccapezzarsi. Questa impressionante illustrazione ci aiuta allora, se non altro, a capire l’enormità fisica (avete capito bene, parliamo di dimensioni!), di tali cifre e sebbene si basi su banconote da 100 dollari è facile immaginare la stessa cosa espressa in banconote da 100 euro. Nella prima immagine
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mar  09
10
alle 05:53
da giuseppe