Posts Taggati come ‘istat’
Tempo di vacanze: occhio alle città più care d’Italia
Magari molti di questi posti non saranno meta di vacanza per molti italiani, ma resta il fatto che potrà capitare a molti di trovarsi in qualcuno dei capoluoghi italiani nel corso delle prossime settimana. Senza contare che le informazioni che seguiranno servono comunque a chi normalmente vive in questi luoghi. E’ stato infatti assegnato, diciamo così, il titolo di città più cara d’Italia. A vincerlo, metaforicamente, è stata Bolzano, che guarda caso d’estate è meta turistica di molti viaggiatori che si trovano in villeggiatura tra Trentino e Alto Adige. Occhio allora, perché a Bolzano il costo della vita risulta il 5,6% superiore al livello medio registrato nel resto del Paese. I dati sono stati rilevati da una ricerca condotta dall’Istat. A seguire in questa poco entusiasmante classifica ci sono Bologna con un +4,9% rispetto alla media e Milano con un +4,7%. Dietro in ordine decrescente Genova (+3,4%), Trieste (+3,1%) e Trento (+3%). Tra i capoluoghi in cui invece mediamente la vita costa meno ci sono Continua a leggere… »
da giuseppe
Comprare casa, affari in calo: forse è il momento di buttarsi, mutuo permettendo
Chissà forse è il momento, per chi avesse da parte qualche risparmio, di lanciarsi nell’acquisto di una casa. Questo soprattutto perché il mercato è stato negli ultimi tempi in forte contrazione e dunque i prezzi potrebbero essere in parte calati. A rilevarlo è l’Istat secondo cui nel corso dell’ultimo anno la compravendita di case è diminuita circa del 10%, anche se negli ultimi tre mesi ha dato dei segnali positivi. Nel 2009 infatti gli affari che si riferiscono ad immobili ad uso residenziale hanno subito un calo del 9,6%, mentre quelli riguardanti immobili adibiti ad uso economico hanno registrato una diminuzione addirittura del 14,7%. Flessioni che in molti casi si spiegano con l’inasprimento delle condizioni che la banche pongono per ottenere mutui. E questo infatti potrebbe essere l’unico ostacolo per chi volesse lanciarsi ora nel mercato immobiliare: se da una parte infatti i prezzi degli immobili potrebbero Continua a leggere… »
da giuseppe
Inflazione in calo, ma non c’è niente da festeggiare per le famiglie, anzi…
L’inflazione a febbraio ha lievemente rallentato la corsa fermandosi all’1,2%, contro l’1,3% di gennaio, secondo quanto annunciato dall’Istat. Sembrerebbe una buona notizia ma in effetti non lo è, in particolare per le famiglie. Innanzitutto perché è sempre bene ricordare che un’inflazione positiva, cioè nel caso specifico +1,2%, significa che comunque i prezzi crescono, anche se essendo inferiore a quella di gennaio, vuol dire che crescono un po’ di meno. Detto ciò resta il fatto che, come fanno notare alcune associazioni dei consumatori come Federconsumatori e Adusbef, si tratta sempre di un dato gravissimo, in piena contraddizione con l’andamento dell’economia che resta in forte calo. Basti pensare che Continua a leggere… »
da giuseppe
Promesse elettorali non mantenute: nel 2009 sono aumentate le tasse
Se c’è una parola d’ordine con la quale in questi anni l’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha condotto la propria battaglia politica, è stata certamente quella dell’abbassamento delle tasse. Bene, ora si scopre che non solo la pressione fiscale non è diminuita, ma anzi nel 2009 è addirittura cresciuta. Un dato che risulta ancora più preoccupante se si pensa che siamo in piena crisi economica. E’ come dire che le famiglie italiane non solo guadagnano di meno, ma pagano anche più tasse. A certificare la crescita della pressione fiscale poi, non è certo una fonte di parte, ma l’Istat, l’autorevole Istituto nazionale di statistica che all’interno di una propria ricerca attesta che nel 2009 la pressione fiscale è stata complessivamente pari al 43,2% contro il 42,9% del 2008. Se si entra nello specifico poi, l’Istat spiega che Continua a leggere… »
da giuseppe
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di giuseppe il 01/1/70
Economia, crolla la produzione industriale: unica salvezza meno tasse per le famiglie
Nuovo brutto colpo per l’economia italiana con il calo brusco della produzione industriale, un campanello d’allarme che suona soprattutto per le famiglie in difficoltà per le quali l’unica ricetta possibile sarebbe quella di un calo delle tasse. E’ questo il quadro complessivo della situazione. Entrando nel merito, secondo i dati forniti oggi dall’Istat, la produzione industriale è calata del 17,4% dal 2008 al 2009. Un dato molto duro, che se sembra lontano dalla realtà quotidiana, non lo è affatto. Tanto è vero che questo segnale nero, è l’occasione per le associazioni dei consumatori per riproporre il tema del calo del potere di acquisto delle famiglie, in particolare di quelle a reddito fisso. Ecco che allora proprio su questo fronte, la Federconsumatori chiede Continua a leggere… »
da giuseppe
Le briciole della crisi: si lavora di meno, ma in compenso si guadagna qualche spicciolo in più
Non so proprio quanto possa essere di consolazione: sta di fatto che l’Istat, dopo aver annunciato sensibili cali di occupazione, con i senza lavoro che hanno raggiunto livelli record, oggi ha voluto addolcire la pillola annunciando che comunque chi lavora perlomeno ha guadagnato qualcosa in più rispetto al passato. Stiamo parlando di spiccioli naturalmente. In particolare gli ultimi dati forniti dal nostro Istituto di statistica riguardano le retribuzioni orarie. Che in realtà, a guardar bene i numeri crescono meno dell’anno precedente: nel 2008 infatti si era segnato un +3,5%, l’anno scorso si è toccato quota +3%. Solo che siccome negli scorsi mesi l’inflazione è stata molto più bassa, con cifre pari a circa lo 0,8%, allora in pratica il potere di acquisto dei lavoratori è cresciuto molto di più. E’ stato fornito anche Continua a leggere… »
da giuseppe
Prezzi di nuovo in salita: un’anomalia tutta italiana
I prezzi alla produzione scendono, quelli al consumo salgono. E’ uno strano meccanismo quello che ha registrato l’Istat in Italia nel suo ultimo rilevamento che riguarda il mese di agosto. E’ come se le cose costassero di meno alle industrie che le realizzano, e venissero poi invece fatte pagare di più al consumatore, un meccanismo appunto del tutto anomalo. Una constatazione che ha subito scatenato le ire delle associazioni dei consumatori, che per l’ennesima volta definiscono inaccettabile ciò che accade in Italia sempre a spese dei consumatori. A parlare d’altronde sono i numeri: infatti, nonostante il calo dei prezzi alla produzione industriale del -7,5% (luglio 2009 rispetto a luglio 2008), nonostante la diminuzione del costo del petrolio del -36%, che influisce sui costi di produzione, e nonostante il calo del grano del Continua a leggere… »
da giuseppe
8 marzo: cara mimosa, ma quanto mi costi?
E’ ormai uso comune regalare in occasione dell’otto marzo, Festa della donna, un bel mazzo di mimose. Ebbene, vi consiglio di stare molto attenti quest’anno.
Pare infatti che a causa del maltempo ci sia sul mercato una carenza di mimose, un fenomeno che unito alla crisi economica attuale dovrebbe portare ad un calo delle vendite pari al 10%. A fronte di ciò però i prezzi saliranno in media dell’8%. Perciò occhio se non si vuole trasformare un piacevole omaggio floreale in un salasso inatteso.
Quello che posso consigliare a tutti gli uomini di buona volontà, è di premurarsi di acquistare il mazzo di mimose qualche giorno prima del fatidico 8 marzo, perché si sa che a ridosso della festa i prezzi tendono a lievitare in maniera esponenziale.
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da giuseppe
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di marika il 01/1/70
Vendite al dettaglio: mai così male dal 1997
Le vendite al dettaglio nel 2008 si sono ridotte dello 0,6% rispetto alla media del 2007: si tratta del dato peggiore dal 1997 ad oggi. Un ulteriore segnale dell’attuale crisi dilagante e di come il portafogli dei consumatori italiani rimanga sempre più chiuso in attesa di tempi migliori. La rilevazione è arrivata dall’Istat, che ha inoltre segnalato come le vendite al dettaglio nello scorso dicembre 2008 siano risultate in calo dell’1,9% rispetto al dicembre 2007. Entrando nello specifico dei prodotti, risulta che nell’ultimo anno le vendite di prodotti alimentari sono aumentate dello 0,7%, mentre quelle di non alimentari sono diminuite dell’1,6%. Come a dire che gli italiani fanno economia su tutto, tranne che sul cibo. Continua a leggere… »
da giuseppe
Industria: in caduta libera fatturato e ordini
L’Istat ha reso noto che a dicembre il fatturato è diminuito del 3,8% congiunturale e del 10,3% su base annua mentre gli ordinativi sono calati del 2% rispetto al mese precedente e del 15,4% rispetto a un anno prima. Dall’analisi dei settori di produzione emerge una situazione di generale crollo, con l’unica eccezione dei beni di primissima necessità: segno più, infatti, e a due cifre, per le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco.Nell’intero 2008 il fatturato dell’industria italiana ha registrato una lieve flessione dello 0,3%, mentre gli ordinativi sono diminuiti del 3,2%. Ma a incidere sulla flessione è stato soprattutto l’ultimo trimestre dell’anno: negli ultimi tre mesi 2008 il fatturato è infatti diminuito dell’8,3% e gli ordinativi del 18%.
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da kenobi
Ultimo commento:
di elena il 01/1/70







